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  • Immagine del redattorePsicologa Silvia Ciresa

Pazza di me


"Io sono pazza di me, di me,

E voglio gridarlo ancora.

Non ho bisogno di chi mi perdona, io faccio da sola, da sola.

E sono pazza di me.

Sì perché mi sono odiata abbastanza

Prima ti dicono basta sei pazza e poi

Poi ti fanno santa

Scusa se ti ho fatto male."

Da "Pazza" di Loredana Bertè


Un inno alla speranza e all'amore verso se stessi.

Spesso nella mia stanza di analisi vedo pazienti con storie d'infanzia traumatiche, figure genitoriali assenti, trascuranti, abbandoniche, maltrattanti.

Spesso avviene un'inversione di ruoli in cui i genitori chiedono ai propri figli di occuparsi di loro e delle loro ferite, di appagare i loro bisogni, ma quando questo non avviene, questi bambini vengono immediatamente colpevolizzati creando un vortice di senso del dovere, rabbia, senso di colpa, vissuti di inadeguatezza e autosvalutazione. Quegli stessi genitori che dovrebbero accudire e proteggere i propri figli, riconoscerli come "oggetto d'amore", diventano essi stessi teatro di sofferenze traumatiche.

Questi bambini porteranno dentro di loro rabbia e odio verso sé stessi per non essere stati abbastanza per i loro genitori, abbastanza per guarirli, abbastanza per essere degni d'amore e colpevoli per tutto ciò e cresceranno dentro questa assurda verità. Ma pensateci bene, un bambino quanta angoscia prova in questa circostanza? E quanta angoscia proverebbe nel vedere i genitori per ciò che sono proprio nel momento in cui ha estrema necessità di loro? L'unica alternativa che rimane è idealizzare e salvare i genitori, buttando giù se stesso!

Nel percorso di psicoterapia bisognerà affrontare questo importante e doloroso processo di lutto lasciando andare quel bisogno di risarcimento nella surreale aspettativa di riconoscimento da parte dei genitori delle loro responsabilità, magari condite da delle sincere scuse e da un'improvvisa botta in testa" che permetta loro di cambiare e diventare quei genitori che tanto avremmo desiderato.

Questo nella stragrande maggioranza delle situazioni non avviene ed è solo un'illusione che si ha bisogno di tenere dentro stretta stretta perchè è molto doloroso fare i conti con la realtà e anche se mai, magicamente, dovesse arrivare quel riconoscimento, non sarebbe sufficiente a riparare ciò che è stato.

L'unico modo possibile è vivere una nuova modalità relazionale in un percorso psicoterapico in cui nella relazione con il terapeuta si sperimentano nuove esperienze di sé che possono gradualmente mettere in discussione i modelli appresi fino a quel momento di sé e dell'altro e in cui si affronta quel lutto per arrivare ad accettare la propria dolorosa storia.

Solo noi stessi potremo donarci quell'amor proprio, smetterla di odiarci per essere gentili, benevoli e compassionevoli verso il nostro bambino interiore, dovremo lasciare andare il bisogno di un perdono dall'alto, ma perdonarci da soli per sentirsi finalmente liberi.

Solo noi possiamo fare quel pezzo, certo accompagnati da un terapeuta, ma nessun altro potrà farlo per noi!


"Io sono pazza di me, di me,

E voglio gridarlo ancora.

Non ho bisogno di chi mi perdona, io faccio da sola, da sola.

Sì perché mi sono odiata abbastanza."

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